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Viola Amarelli: Notizie dalla Pizia
Postato alle 21:21&! nbsp;di& nbsp;giovedì, 19 marzo 2009
da: [Emmeleia]

 

impaginazione-COPERTINA

 

II – La veggente
 
So, i granelli di sabbia
la misura dei mari,
le direzioni d’aquile e di venti.
So dove l’ali di farfalle ogni momento.
So, l’urlo e il muto,
quello che è stato come ciò mai nato.
So, fatica di termiti
lucertole al salice inseguite.
So, che sapere non serve,
so l’infelice.
 
 
 
III – La pragmatica
 
Vedova, due figli mercanti per mare
ch’ altro potevo fare?
Mi sistemai con l’offerta del tempio,
in fin dei conti una volta al mese
la messinscena era ben pagata,
certo noioso il digiuno rituale
ma presto ascosi al cavo del tripode
vino con spezie, olive e fichi secchi.
E nell’inarco di reni insuperbivo
con laschi esametri ad uso degli allocchi
nell’ermeneutica dei preti sopraffini.
Solo una volta mi cadde dalle nari
il tampone che usavo a protezione
e allora intorno tutto divenne chiaro:
fu come col vasaio tanti anni prima
fare l’amore come si conviene,
con l’universo, vampa illimpidita.
                                                              
 
 
VI – La precaria
 
Sistemare il lago d’Albano,
per i Romani.
Costruire navi da guerra
per Temistocle contro i Persiani.
Fondare nuove colonie,
per gli Eubei, i Focesi e gli Ioni.
Allestire il controllo di gestione
per Licurgo e gli Spartani.
Affinare financo il logo
fra Pitagora, Socrate e Plutarco.
Pareva un’ottima occasione
–“cercasi interprete d’eccezione” –
ruolo creativo, pensai, da prim’attrice,
per ritrovarmi alla segreteria
d’una joint-venture d’ingegneria.

 

 

 


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Viola Amarelli: Zucchero
Postato alle 01:05&! nbsp;di& nbsp;giovedì, 29 gennaio 2009
da: [Emmeleia]

 

                  (Barry Sharf)
 
 
 
Il mondo si condensa nella goccia
che cola, colma evaporata
vischio dolcezza, umido di miele
tra le gambe tu pensi e tu non vedi
come lo squarcio sia su dentro ficcato,
chiamalo cuore cervello morbidezza
sorgente che continua si dissangua
e nella vena d’acqua trascolora scorrendo
da risacca a increspatura dove non sai,
straniero al senno e ai sensi,
che sgorgo effondo goccia mi raddenso
trabocco sboccio, liquefatta, mondo
e tu non senti il battito del giorno.
 
 
da Viola Amarelli, Fuorigioco, edizioni Joker (2007)

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Viola Amarelli: 1943
Postato alle 00:11&! nbsp;di& nbsp;mercoledì, 26 novembre 2008
da: [Emmeleia]
(Victor Erice, Lo spirito dell’alveare)
 
 
L’afa e la noia del ritorno
a casa dopo la scuola
tra sassi e rovi, balzando
gamba a gamba di corsa
vecchio gioco, ortiche e uccelli
ramarri e fossi e l’aria
bassa. La fame, le scarpe
ormai preziose, i libri nati sciupati,
un altro giorno, muovere terra secca
polvere e foglie, al boato improvviso
la ragazzetta alza la testa, lungo frastuono
nuvole grigie e celesti insieme
gli aerei riempiono il cielo, mai
visti tanti, vibra tutto intorno.
Fermarsi, attonita, occhi che
brillano, scie che ricadono,
lontano a valle nella città le bombe
e i botti, lontano la ragazzetta
sale su un masso per guardare meglio
pulsando il sangue come nei film
quando arrivano i nostri,
a valle nella città i morti che
lei non sa, non conosce, batte le mani,
avanti, l’aria si elettrizza.
A valle gli ultimi lutti, atrocità
nascoste per ora fusoliere,
fumo e scintille, pura potenza
in movimento. Lei vive, c’è
vivente tutto s’allarga,
la fine della guerra.

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