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Il Quaderno di Reb Stein
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brevi cenni biografici

(Angelo Maggi)
Vita
Se indaghi, in me,
l’uomo che sono
non dare peso alle parole;
non leggere la storia stinta
d’appuntamenti straziati;
non cedere alle crudezze
della voce…
quando l’ultimo fumo
dell’ennesima sigaretta
sarà svanito nei tuoi occhi,
scavalcando i desideri dell’anima,
gratta via la crosta adulta
cerca il bambino,
i suoi progetti d’allegria,
…cerca l’innocenza
che non hai potuto inquinare.
Poeta laureato
Sapienza tecnica,
nella versificazione dell’anima,
calibrato ritmo di variazioni:
sequenza di quinario – sinopia
di alessandrino – endecasillabo ipometro.
Ma le discese, devastanti, nell’inferno
dei vivi? E i feticci di carne degli schermi
televisivi? E le anime dolenti, di monotoni
ipermercati? E tu, i tuoi sentimenti, gli
appuntamenti mancati?
Nel bello scrivere, certo,
il cilestrino ha maggior fascino
dell’azzurro pallido ma, forse, la centrifuga
del sentimento si dirozza nel beat, si
graffia nel jazz e nel sorriso di bambino
d’un poeta naif.
Sul foglio del mare
Sul foglio del mare, il vento scrive
un racconto di virgole candide,
l’occhio disegna emozioni composte
e sono disteso presso il prodigo sole.
E’ giunto
il tempo di rompere i sigilli,
non respira, la rena
di frammenti di quarzo.
Non ti penso, invento
luoghi e situazioni ma
sento su di me, vago
il peso della tua assenza.
Sullo spartito del mare, il vento scrive
argentei suoni bizzarri, e
ti penso splendente, fra le mie braccia,
nell’abbandono di desideri appagati.
Nostalgia
Scorre il tempo,
azionando una noria
crudele che versa
illusioni seriche in
lobi epilettici.
…e nasce un germoglio
gelido dal nucleo
inerme dell’anima,
dove modiglioni ossidati
perdono memoria
dell’abbraccio
dell’ultimo roseto.

Dalla prefazione di Flavia Weisighizzi:
Pareidolia. Piccole immagini fioriscono all’interno di queste pagine, immagini reali o mentali che si alternano, andando a costruire un album di ricordi frammentari e limpidissimi, vividi nella loro lucente bellezza. La poesia di Stefano Giorgio Ricci nasce in questo contesto, che richiama alla memoria, almeno nell’intenzione, gli Idilli di leopardiana matrice, in questa atmosfera intellettuale che si muove nello spazio del ricordo. E il ricordo è in effetti uno dei momenti chiave di questa poesia, il ricordo che diventa strumento necessario per approcciarsi alla
realtà. Ed è necessaria e richiesta dallo stesso autore la partecipazione emotiva, l’interpretazione della realtà rivissuta attraverso il suo ricordo, perché con il termine Pareidolia l’autore si riferisce direttamente a tutte quelle immagini che i nostri occhi credono di vedere. Che sia il volto di donna su Marte, il coniglio sulla Luna, o il demone delle Torri Gemelle, quel che conta è l’interazione tra il mondo esterno ed il nostro cervello. O, in altre parole, l’illusione. E l’amore è forse la prima di queste illusioni, quella di amare, ma anche quella di essere amati e di poter sconfiggere, attraverso l’amore, la più terribile delle paure: la solitudine.