Postato alle 00:23&! nbsp;di& nbsp;mercoledì, 22 aprile 2009
da: [
Emmeleia]

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Scoppia l’incendio (ardo d’amore)
Le cosce delle palpebre
socchiuse
dorme la forma, appena sveglia, e poi
s’affaccia alla finestra
lieve
specchiandosi nel muro d’un palazzo
depilato
Fuori dal sogno
osservo l’universo manifesto
pubblicitario della mente
volta a creare
funamboli bisogni e sofferenze
S’annulla il mio sussurro nel clamore
baciando un’altra bolla di sapone
*
Cry of nature
Lambisco il seno della vita
tocco con mano pieghe umide di spirto
nell’agonia di distillare la Realtà
dall’irreale
Piove
M’aggrappo a questa goccia di tangibile
che pochi istanti fa non esisteva
eppure mi risponde in chat
che è già bagnata
Così mi torna in mente il quando in cui
brandisti l’illusione
schiantandomela in testa...
Perdita di coscienza
da segnalare ad un idraulico
*
Ritmo india_volato via
Mi sono fatto
un piccolo flauto di canna
e vago per le valli e le colline
fumando melodie
di strano aspetto
che poi raduno in un fagotto
e svendo per la strada
E mentre aspetto...
l’esteriorità del "suono"
*spesso*
nega l’evidenza
*
Aforismi e corollari sulla spiaggia
VII.
La felicità è la mezza stagione tra l’inverno passato e l’èstato.
XIV.
La mente crea il mondo:
ciò che non esisteva prima,
e che non esisterà dopo, non è reale.
Scansiamo quindi l’apparenza
e riscopriamo la Realtà
di ciò che non esiste nella mente.
*
Dissincronie (oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!)
A volte
temo che la notte
termini prima che sia giorno
creando un alto baratro interrotto
Ma tu cammini, volitiva, e i tuoi bracciali
risuonano battendo calchi in controtempo
ognuno prima del seguente
prima che l’ora passi
E’ dunque in questo mai
che noi spicchiamo il salto
verso Aldilà più grandi
rendendo grazie addio
E’ in quest’amare magnum
che il pesce dello spirto
sazia la nostra fame
gettandosi rapito nella rete
*
Note Biografiche:
Siva Almhar, tra i più apprezzati poeti indiani contemporanei, fu raccolto neonato su una spiaggia di Bombay, nella Notte Mistica del 1968, da Kissath Chjlos, sacerdote della setta brahmanica Samaj. Il sant’uomo, impegnato nella contemplazione ascetica del dubbio oceanico, intuì un disegno divino e decise di adottare il bambino affidandolo alle cure della sua vecchia nutrice Baal Dracca. Già all’età di tre anni, Almhar fu iniziato dal padre ai testi metafisici brahmanici, come le Upanishad e alle poesie del mistico persiano, Lah Taparév. Per completare gli studi, Almhar si recò prima a Londra e poi all’Università di Bologna, dove si laureò in informatica con una tesi sulla scheda madre d’ogni computer, dal titolo “Almhar Mater Studiorum”. Qualche mese dopo, a Rimini, un’avventuriera lo sedusse rubandogli il portatile. Traumatizzato e orfano del palmhare, l’autore smarrì la propria identità, impegnandosi in un percorso a ritroso, alla ricerca delle radici. Tornò così in India, restando nascosto per meglio interpretare se stesso. Qualche anno più tardi, tuttavia, seppure continuasse a fare l’indiano, Almhar venne scoperto e pubblicato dalla casa editrice economica Ratanskabilith Librahma, gestita dal noto finanziere Ratan Delhmutui. Videro così la luce, in rapida sequenza, le raccolte di liriche “Sonar Atari, a Rabindranath Tagore binarian digression” (1994), rivisitazione informatizzata dell’opera del grande poeta indiano, premio nobel nel 1913, “Gitanjali Fuoriportah” (1996), sull’incanto della natura e del lardo di Colonnata, Wonder Brahmo” (1999) in cui la forza dell’amore porta in seno la vita e adempie ogni destino e “Aqua Raja and Painting Clouds” (2005) dove proprio il destino e il futuro s’incontrano nella vita d’ogni giorno, disvelando all’uomo mediante la tecnologia l’unica vera realtà virtuale. Dell’autore, sono recentemente usciti per Sellerio due raccolte di poesie; “Parole spiaggiate” (2006); “Affogamenti e a fiori” (2007).
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