Postato alle 17:05&! nbsp;di& nbsp;martedì, 16 giugno 2009
da: [
Emmeleia]

pierpaolo non posso
stasera scrivere di te
ora devo dire
dei clandestini che affondano nel mare
commercio disumano
vite-mercescaduta scempio
genti condannate a non esistere
dall’abisso divorante di sabbia ed acqua
ma più abissale ancora
in questo tempo
di sviluppo tecnologico globale
la contraddizione
che uniti vede gli aggettivi
global e diseredato
che opposti vede i sostantivi
libertà e perduto
la morte non è sempre assassina
un angelo protegge i senzavolto
affondano nel mare clandestini
ma diseredati alla coscienza
tornano seppur sconfitti
la storia è loro
Rosaria Di Donato, da Lustrante d’acqua, Genesi Editrice 2008
Postato alle 06:11&! nbsp;di& nbsp;martedì, 16 giugno 2009
da: [
Emmeleia]
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
Postato alle 16:51&! nbsp;di& nbsp;sabato, 25 aprile 2009
da: [
Emmeleia]
Guido Pasolini
parte finale della poesia " Vittoria " , ricordo del fratello Guido, partigiano ucciso dai GAP, tratta da " poesia in forma di rosa "
Se ne vanno… Aiuto, ci voltano le schiene,
le loro schiene sotto le eroiche giacche
di mendicanti, di disertori… Sono così serene
le montagne verso cui ritornano, batte
così leggero il mitra sul loro fianco, al passo
ch'è quello di quando cala il sole, sulle intatte
forme della vita - tornata uguale nel basso
e nel profondo! Aiuto, se ne vanno! Tornano ai loro
silenti giorni di Marzabotto o di Via Tasso…
Con la testa spaccata, la nostra testa, tesoro
umile della famiglia, grossa testa di secondogenito,
mio fratello riprende il sanguinoso sonno, solo
tra le foglie secche, i caldi fieni
di un bosco delle prealpi - nel dolore
e la pace d'una interminabile domenica…
Eppure, questo è un giorno di vittoria.