cinema, musica, poesia, teatro ed altro...

Tag-board

Commenti

Archivio

Categorie

Visitatori

Chi sono


Il Quaderno di Reb Stein

Info

copyright

Foto recenti

Vedi altri media

Link amici

Contatore

brevi cenni biografici


*
NatĂ lia Castaldi: Quattro poesie
Postato alle 17:22&! nbsp;di& nbsp;martedì, 12 maggio 2009
da: [Emmeleia]

 

(Tina Modotti)

 
 
Salsedine
 
Non temo il pianto
in un velo di ruvida salsedine
tra ciglia e cime annodate
d’un marinaio senza stelle.
Nelle vele rigonfie
d’una infruttuosa giornata di pesca
coltivo le parole
degli spasmi e delle spire
d’un polipo sbattuto
fresco di mare e nervatura caparbia
in un morso di vita.
 
 
Scirocco
 
Qui non arriva neve a piovere sul mare
l’acqua affoga le radici,
il sale insaporisce la salivazione.
In un sorso mezzo vuoto
sciolgo i sensi alla ragione:
non scorre più il sangue,
anch’esso s’aggruma al sole.
Nuda nei miei passi
solo scirocco tra i capelli.
 
 
La cutrettola
 
Dischiuse le palme dissetino l'arsura,
non c'è risveglio più dolce
che nella brina tra le foglie.

Rimango all'ombra del glicine a fissare
l'arcobaleno che fiorisce tra le dita.
 
E' una coppa frizzantina
l'offerta dell'incanto
nel cinguettìo dell'alba a primavera.
 
 
Fresas de Abril
 
Oltre i no e forse o però
rinchiusi nelle parentesi sui fianchi del sogno
l’amore ci guida entro fenditure d’oblìo
al richiamo stridulo d’un gabbiano
d’un inverno che non lascia il passo
al tiepido tempo d'un noi
 
- carnoso frutto e fiore -
 
nel piumaggio d’un pettirosso infreddolito
si raccoglie il cinguettìo della gola degli amanti
nel bacio rubato alle fragole d’aprile.
 
 
 
 
 
 
 
La solitudine è per me un angolo di pace, mi piace chiudermi nel guscio del silenzio e coltivare pensieri e sogni senza doverli per forza condividere con i rumori del giorno. Che poi la solitudine non è mai assoluta, poesia e scrittura ne annullano in parte quel senso di vuoto che ad alcuni potrebbe causare “sgomento”. Mi piace starmene seduta alla mia scrivania, ascoltando musica o solo il respiro ed il ticchettio delle dita sulla tastiera, che concilia la continuazione del pensiero che si mescola a reale e fantastico, componenti primarie della mia stessa esistenza/resistenza.
 
 Ho “versificato” i miei pensieri per la prima volta da piccolissima, era una poesiola sull’amore più che d’amore, ricordo perfettamente tutti i particolari di quel momento, i miei erano sdraiati sul letto della casa al mare a scambiarsi effusioni, io nella mia stanza. Avevo cinque anni e mi venne naturale scrivere di quell’immagine d’amore. In effetti si trattava di una serie di interrogativi dettati da curiosità e stupore verso quel sentimento che ancora non capivo. Il titolo era “che cos’è l’amore?”, ma il testo non lo trovo più, era un foglietto “rimasticato” e sarà finito bruciato in camino insieme a tutte le poesie e le fantasie scritte da ragazza ed adolescente.
 
Scrivere è trovare un momento di piena sintonia tra mondo esterno e mondo interiore, è come una magia, un incontro di sensi, pensiero, suoni che anche nel silenzio sento nella mente, come musica o come immagini reali. E’ un desiderio di continuità e di staticità, sì, è fissare il presente per il futuro e nello stesso tempo permettergli vita propria ed autonoma nel futuro acquisendo altre mille intonazioni, sfumature e pronunzie. Ricordo mio nonno seduto alla sua scrivania, sommerso di carte e libri ed una penna sempre in movimento su un foglio, l’ennesimo foglio. Non posso paragonarmi minimamente a lui, ma credo che questo estro sia dipendente dalla sua influenza su me e dal suo ricordo caro ed incancellabile. Quando scrivo spero sempre che mi legga, ovunque sia e - infantilmente - spero che sia orgoglioso di me.
 
La poesia è la più bella illusione, la finzione più reale e può avere mille forme, può essere impegno sociale, politico ed avere quindi uno scopo propedeutico o rivoluzionario, ma può essere anche solo conforto, svago, divertimento e sogno … in me è tutte queste cose insieme, perché non potrei vivere un aspetto della mia esistenza e del mio pensiero senza d’essa.
N.C.
 
 

Categorie del post: poesia, natĂ lia castaldi Link Leggi i commenti (11)
Grazie per i vostri: commenti (11)
Segnala il post su:
Mark Strand su Filosofi per caso
Postato alle 15:01&! nbsp;di& nbsp;sabato, 28 marzo 2009
da: [Emmeleia]

 

(Mark Strand)

 

FILOSOFI PER CASO
Invito a leggere
Mangiando poesia: Mark Strand e la metafisica dell’assenza, di Natàlia Castaldi
(con traduzioni mie e di Natàlia)
 
http://filosofipercaso.splinder.com/post/20186838/Mangiando+poesia%3A+Mark+Strand+

Categorie del post: poesia, mark strand, natĂ lia castaldi, abele longo Link Leggi i commenti (6)
Grazie per i vostri: commenti (6)
Segnala il post su:
Natàlia Castaldi: Epistola II – a mio nonno, un comunista.
Postato alle 21:00&! nbsp;di& nbsp;mercoledì, 25 febbraio 2009
da: [Emmeleia]

 

Se perdessi la capacità di soffermarmi
sulla possibilità di una fantasia nella vuota veridicità
del mio risveglio, allora smetteresti d’esistere
e questo mio scriverti avrebbe fine.
Seppure nella menzogna di una realtà che non soddisfa
ritorno a perdermi nelle fantastiche avventure che leggevo
quando ancora sapevo sperare.
 
Abbiamo perso gli ideali nel cammino
dei sogni di giustizia sociale
ed Enrico se n’è andato,
sì, avrei dovuto dirtelo prima,
anche lui se n’è andato.
La sua fronte era rigata di sudore,
le vene gonfie di attese e parole:
nella piazza i pugni si sono aperti,
le vele rosse hanno perso il vento.
 
Mi sono addormentata sul divano stanotte
fissando una fabbrica di sogni d’acquistare a rate
mentre mi chiedevo dove sarai arrivato
e se nell’altro emisfero stai trovando quiete
o solo bugie d’esistenza.
Ma non temere per me,
mi vestirò di sogni domattina
partendo per un’avventura da timbrare
senza meta né certezze.
Silenziosamente attenderò una risposta
alle domande che non ti ho posto.
 

Categorie del post: poesia, natĂ lia castaldi Link Leggi i commenti (15)
Grazie per i vostri: commenti (15)
Segnala il post su:
NatĂ lia Castaldi: Blu/Suggestioni sconnesse
Postato alle 00:25&! nbsp;di& nbsp;sabato, 24 gennaio 2009
da: [Emmeleia]

 

                             (Michael McDyer)

Blu
 
Una nenia blu cantava una sera
e un prato di stelle ne ascoltava il pianto:
 
chi abita il mare riconosce la sua stella
lo ha imparato negli anni
sulle barche senza vento
 
 
Suggestioni sconnesse
 
il vento dibatte
ed il mare fissa il tempo della navigazione,
tutto è fermo in scuotimento:
anche i pensieri si agitano
e sedimentano
***
 
sebbene voglia affogare
nel rosso d’un fondo vuoto
raccolgo graffi negli artigli
mentre scotenno parole disossate
e brina d’ombre sui vetri
 
****
 
fremito d’aria e d’ossa
nell’ira del giorno che non dà requie
al tempo del pane e del sonno.
 

Categorie del post: poesia, natĂ lia castaldi Link Leggi i commenti (20)
Grazie per i vostri: commenti (20)
Segnala il post su: