Postato alle 09:01&! nbsp;di& nbsp;martedì, 09 giugno 2009
da: [
Emmeleia]

Non ho lucori
in vita
se non ariosi gesti
in cui rischiare
l’asfissia
e solo
vango
zolla a zolla
le stasi
a delinquere
degli immoti spazi
Poco più che altero
vago
vacuo
per chiavi ignave
senza dare fiato
al vento
e il tempo schiuma
l’ombra violata
del limo
in cui condursi
al fondo
Cedo al fumo
la traccia che si dissolve
senza aspirare al fuoco
e vengo
al vano
che rigenera
l’ignoto
Non ho un credo
in cui svilire
il dogma
se non l’atto inconcluso
di un canto tarpato
e ancora
sogno
metro a metro
il perpetuo moto
in cui sfrangiare
il luogo
Poco più che austero
dipingo l’iniquo
per grovigli di piani
e la linea madre
si maschera
nella follia
dell’inespresso
Sento il suono
del segno
inciso
ferro a ferro
sull’andirivieni
del corpo
che s’apre
al livore obliquo
della rassegnazione
e invoco l’alba
per attendermi
sulla soglia
e consegnarmi
al pasto dell’incomprensione