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Natàlia Castaldi: Epistola II – a mio nonno, un comunista.
Postato alle 21:00&! nbsp;di& nbsp;mercoledì, 25 febbraio 2009
da: [Emmeleia]

 

Se perdessi la capacità di soffermarmi
sulla possibilità di una fantasia nella vuota veridicità
del mio risveglio, allora smetteresti d’esistere
e questo mio scriverti avrebbe fine.
Seppure nella menzogna di una realtà che non soddisfa
ritorno a perdermi nelle fantastiche avventure che leggevo
quando ancora sapevo sperare.
 
Abbiamo perso gli ideali nel cammino
dei sogni di giustizia sociale
ed Enrico se n’è andato,
sì, avrei dovuto dirtelo prima,
anche lui se n’è andato.
La sua fronte era rigata di sudore,
le vene gonfie di attese e parole:
nella piazza i pugni si sono aperti,
le vele rosse hanno perso il vento.
 
Mi sono addormentata sul divano stanotte
fissando una fabbrica di sogni d’acquistare a rate
mentre mi chiedevo dove sarai arrivato
e se nell’altro emisfero stai trovando quiete
o solo bugie d’esistenza.
Ma non temere per me,
mi vestirò di sogni domattina
partendo per un’avventura da timbrare
senza meta né certezze.
Silenziosamente attenderò una risposta
alle domande che non ti ho posto.
 

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Antonella Foderaro: La nouvelle école
Postato alle 10:28&! nbsp;di& nbsp;domenica, 22 febbraio 2009
da: [Emmeleia]
“Troppi bimbi stranieri”, fuga dalle scuole
Costruiamo dunque un ponte, sì, un ponte, per far migrare tutti i bambini in una nuova “struttura”, più moderna, ove siano ammessi in base ad una prova scritta di motti in vernacolo, con insegnanti esclusivamente delle città di appartenenza, dove si segua un sussidiario unico per tutti, rigorosamente della stessa casa editrice, dove la geografia venga circoscritta alla piantina urbana e la materia principale sia amministrazione d’impresa e libero spot.
Internet non è materia di studio, in quanto seduce l’infanzia, facendo credere che esista un mondo virtuale al di fuori del perimetro scolastico.
I disubbidienti sono severamente puniti con una razione inferiore di merendine e con il divieto di vedere i cartoon sulla rete unica consentita.
Unica attività sportiva permessa all’interno della struttura: il calcio.
La politicogione, materia sacra obbligatoria per tutti, è oggetto di esame considerato insindacabilmente propedeutico all’ammissione all’anno successivo.
Tema d’esame: emendamenti e riforme alle X Tavole della Vecchia Legge, con speciale attenzione a tutto ciò che minaccia di distogliere dall’unicità del culto verso il fondatore. Suggerimenti per approfondimenti: come abolire gli obsoleti “non dare falsa testimonianza” e “non rubare”, e proposte per sradicare l’eresia che vorrebbe vedere nell’uomo un essere capace di vivere e convivere pacificamente nella stessa struttura scolastica con tutti quelli che praticano un’altra politicogione.
La nouvelle ecole ha uno statuto autonomo, adeguato alle esigenze delle famiglie degli ammessi, tenuti a versare un contributo annuo non detraibile dalla dichiarazione dei redditi, fatta eccezione per i figli, nipoti e discendenti del fondatore.
Superati gli esami finali, gli studenti verranno tutti automaticamente ammessi alla Facoltà di Medicina ove reciteranno il nuovo giuramento, in fase di stesura da parte della fondazione, essendo quello d’Ippocrate - qui riportato al fine che tutti ne prendano pubblica distanza - dissacrante e lesivo per l’integrità della stessa:
Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione.
Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell' esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall' "accanimento" diagnostico e terapeutico. (Testo moderno del Giuramento Ippocratico)
Chiunque voglia modificare il presente Statuto è passibile di reato, per suggerimenti comunque graditi in una struttura eminentemente democratica quale la nostra, rivolgersi all’uscere.

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Francesca Pellegrino: Cardigan elettrico blues
Postato alle 10:21&! nbsp;di& nbsp;sabato, 07 febbraio 2009
da: [Emmeleia]

 

 

 

Un blu così
non si era mai visto. Ancora.
Tempesta di fine
il mondo sui palazzi.
Intanto
qualcuno ha aperto l'ombrello
e si conta i raggi da dentro
pregando che reggano il vento
e il suo sopracciglio storto.
Tale e quale a me
che penso spesso. E troppo.
Dio mio
mi perdo di deserto addosso
e ho sbagliato maglia
anche stamattina.
.
.
.

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Calderón de la Barca: La vida es sueño
Postato alle 18:49&! nbsp;di& nbsp;giovedì, 05 febbraio 2009
da: [Emmeleia]

 

                                                                                            

 

 

SIGISMONDO
È vero. Occorre domare
questa natura ribelle,
questa furia, quest'assillo,
se al sogno in caso torniamo.
E lo faremo, avvertiti
da un mondo così bizzarro,
dove vivere è sognare;
e l'esperienza m'insegna
che l'uomo che vive sogna
quel che è, fino al risveglio.
Sogna il re il suo stesso regno,
e vivendo in quest'inganno
regna, dispone e governa;
ed il plauso, che fugace
riceve, lo scrive al vento,
e la morte - sorte ingrata! -
in cenere lo trasforma.
E chi vorrà più regnare
sapendo che si risveglia
già nel sonno della morte?
Sogna il ricco la ricchezza,
che tanti affanni gli reca;
sogna il povero la propria
tribolazione e miseria;
sogna chi accresce i suoi beni,
sogna chi cerca e s'appena,
sogna chi opprime ed offende;
e nel mondo, in conclusione,
tutti sognano ciò che sono,
ma nessuno lo comprende.
Io sogno che qui mi trovo
da questi ceppi fiaccato,
e ho sognato di vedermi
in più lieta condizione.
Cos'è la vita? Delirio.
Cos'è la vita? Illusione,
appena chimera ed ombra,
e il massimo bene è un nulla,
ché tutta la vita è sogno,
e i sogni, sogni sono.
 

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Anna Lamberti-Bocconi: L’energia si alimenta per ritenzione
Postato alle 09:55&! nbsp;di& nbsp;martedì, 03 febbraio 2009
da: [Emmeleia]

 

                 (Mike Worral)
 
 
L’energia si alimenta per ritenzione,
ma il mondo procede con dispersione di liquidi –
Coca Cola, torrenti, sperma,
i rivoli carsici che si interrano
il mondo cede sudando, piovendo,
è sangue permanente, olio di seme,
d’oliva, di macchina,
il mondo scivola sul petrolio,
è mare verde che affonda, inonda –
la Madonna, la gatta,
ogni femmina viva allatta la terra,
(io sto atterrita nel liquor
che scorre tenebroso nei canali linfatici
si perde dentro le ossa) –
il mondo sputa e sbava e beve
i distillati violenti, la bile,
il nero del fegato, la grappa,
e ha fatto l’alcool dalle bucce dei frutti,
dal cuore dell’agave, le patate,
il grano, l’uva, le prugne,
il mais, la genziana, le spine,
quasi ogni foglia si è resa etilica –
il mondo secerne umori
oscuramente amniotico, minerale,
animale, vegetale, mucoso
(chiaro d’uovo, benzina, acqua) –
Non capisco se andremo
a fuoco o se annegheremo.
 
 
da Anna Lamberti-Bocconi, Devi chiamarmi sempre, Campanotto Editore (2005)

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Jan Ĺ vankmajer: Dimensioni del dialogo (1)
Postato alle 21:50&! nbsp;di& nbsp;domenica, 01 febbraio 2009
da: [Emmeleia]

 

Dimensioni del dialogo, prima parte, Discussione esaustiva, 1982.
 
                                                          
“Credo che le ossessioni non vadano represse, spesso sono tutto ciò che abbiamo.”
Jan Švankmajer

 

 

                         

 

 

 


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